Ministri Istituiti

 Il ministero liturgico dell’accolito

Compito fondamentale dell’accolito è quello di aiutare il sacerdote e il diacono all’altare. In casi particolari egli può preparare l’altare e i vasi sacri e distribuire come ministro straordinario l’eucaristia ai fedeli (cfr. ivi, n. 65). Per il resto i suoi compiti sono di varia natura. Può succedere che nella medesima celebrazione si debbano svolgere più servizi. In tal caso è opportuno suddividerli fra più individui. Se tuttavia è presente un solo accolito, tocca a lui adempiere personalmente i più importanti e lasciare i rimanenti ad altri ministranti (cfr. ivi, n. 142).

Compiti normali dell’accolito sono quelli di portare la croce nella processione di ingresso, sostenere il libro al sacerdote o al diacono durante la celebrazione e offrire loro i servizi necessari. In assenza di un diacono, l’accolito porta all’altare il corporale, il purificatoio e il messale; inoltre, aiuta il sacerdote a ricevere eventuali doni dell’assemblea, porta all’altare il pane e il vino e glieli consegna. Se si fa uso dell’incenso, gli porge il turibolo e lo assiste nella incensazione dei doni e dell’altare (cfr. ivi, nn. 143-145). Dopo la distribuzione della comunione aiuta il celebrante o il diacono a purificare e riporre i vasi. In assenza del diacono, riporta i vasi alla credenza, dove li purifica e li riordina (cfr. ivi, n. 147).
In casi particolari l’accolito può aiutare a distribuire la comunione al popolo. Qualora si distribuisca la comunione sotto le due specie, porge il calice ai fedeli o lo sorregge, qualora la comunione sia distribuita mediante intinzione (cfr. ivi, n. 146).

In determinate circostanze l’accolito può portare la comunione ai malati e il viatico ai moribondi. Il « Rito della comunione fuori della messa e culto eucaristico » contiene a questo scopo alcuni formulari. In assenza di un sacerdote e di un diacono, o qualora questi ne siano impediti, può esporre pubblicamente la santa eucaristia all’adorazione e riporla. Non può invece impartire la benedizione col Santissimo (cfr. ivi, n. 99).

Nella nostra Parrocchia gli Accoliti sono: Capone Donato, Ingrosso Antonio

 

 

Il ministero liturgico del lettore

Secondo il desiderio del concilio Vaticano II (SC 51), nelle celebrazioni liturgiche bisogna preparare « la mensa della parola di Dio » con maggiore abbondanza e dischiudere così più profondamente la ricchezza della Scrittura (introd. al Messale, n. 34); « infatti nelle letture… Dio parla al suo popolo… e offre un nutrimento spirituale» (ivi, n. 33). I cristiani debbono lasciarsi formare « dalla parola di Dio », così come « si nutrono alla mensa del corpo del Signore » (SC 48).

L’ambone serve esclusivamente alla predicazione e alla proclamazione: al lettore per le letture, al diacono e al sacerdote per il vangelo e l’omelia.

II lettore fa parte nell’assemblea liturgica degli « uffici particolari » (introd. al Messale, n. 65ss), che sono « un vero ministero liturgico » (SC 29). Egli « è istituito per proclamare le letture della sacra Scrittura, eccetto il vangelo; può anche proporre le intenzioni della preghiera universale e, in mancanza del salmista, recitare il salmo interlezionale» (introd. al Messale, n. 66).

L’ufficio del lettore non consiste solo nel leggere ad alta voce, ma significa e richiede: che uno si impegni con tutte le forze a capire un testo; metta a disposizione la propria voce come uno strumento; si metta al servizio della parola di Dio.

Esso è un servizio particolare reso alla fede del popolo di Dio, dal momento che questa è radicata nella parola di Dio.

Durante la processione d’ingresso può portare l’evangeliario, precedendo direttamente il sacerdote. Dopo la venerazione dell’altare (di solito con un inchino) ve lo depone sopra e prende posto nel presbiterio con gli altri ministri (cfr. introd. al Messale, n. 148s).

Il lettore « proclama all’ambone le letture che precedono il vangelo. In mancanza del salmista può anche proclamare il salmo responsoriale dopo la prima lettura », nonché « suggerire le intenzioni della preghiera universale» (introd. al Messale, n. 150s).

Nella benedizione dei lettori leggiamo: « Benedici questi tuoi figli eletti al ministero di lettori. Fa’ che nella meditazione assidua della tua parola ne siano intimamente illuminati per diventarne fedeli annunziatori ai loro fratelli ». E nella consegna della sacra Scrittura: « …Trasmetti fedelmente la parola di Dio, perché germogli e fruttifichi nel cuore degli uomini ».

Nella nostra Parrocchia i Lettori sono: Serafino Cesare